Murano e Burano: fornaci spostate per paura del fuoco e case colorate per la nebbia
Perché dal 1291 il vetro si fa a Murano, i segreti dei maestri vetrai, le case di Burano con i colori autorizzati dal Comune e il campanile che pende.

Dal 1291 tutte le fornaci del vetro furono spostate a Murano per evitare incendi in una città allora piena di case di legno. I maestri vetrai diventarono una casta privilegiata, con il diritto di sposare figlie di nobili, ma a un patto: non potevano lasciare la Repubblica, perché i segreti del vetro restassero in laguna. A Murano, a metà del Quattrocento, Angelo Barovier inventò il cristallo, un vetro trasparente come l'acqua, e nel Cinquecento nacquero gli specchi che tutta l'Europa comprava.
Burano, più in là nella laguna, è l'isola dei pescatori e dei merletti. Le case, dice la leggenda, sono coloratissime perché i pescatori riconoscessero la propria dalla barca anche nella nebbia; ancora oggi, per ridipingere una facciata, bisogna chiedere al Comune quali colori sono ammessi. Il campanile di San Martino pende di quasi due metri, una piccola torre di Pisa sull'acqua.
Con i bambini
A Murano cercate una fornace che faccia dimostrazioni: in dieci minuti una goccia incandescente diventa un cavallino o un pesciolino. A Burano il gioco è quello del libro: scegliere la casa più bella. Le due isole si raggiungono con la linea 12 da Fondamente Nove: Murano in dieci minuti, Burano in circa quaranta.
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