Maschere e frittelle: il Carnevale è ufficiale dal 1296 e il dolce era "nazionale"
La maschera dei medici della peste, la bauta per girare in incognito, l'abolizione di Napoleone e i 70 fritoleri con licenza ereditaria.

Il Carnevale di Venezia è festa ufficiale dal 1296, quando il Senato dichiarò festivo il giorno prima della Quaresima. Per secoli la maschera fu più di un travestimento: con la bauta, il tabarro e il tricorno nobili e popolani giravano in incognito, e la Repubblica dovette fare leggi per limitarne l'uso. La maschera con il lungo naso a becco non era da festa: era quella dei medici della peste, che nel becco mettevano erbe profumate per proteggersi dall'aria malata. Napoleone abolì il Carnevale nel 1797; è tornato solo nel 1979.
Le frittelle, in veneziano fritole, sono il dolce del Carnevale: pasta lievitata con uvetta e pinoli, fritta e passata nello zucchero. Nel Settecento furono proclamate "dolce nazionale" della Repubblica: le friggevano 70 fritoleri, ognuno con la sua zona e una licenza che passava di padre in figlio. Si trovano solo da gennaio a Martedì Grasso: fuori stagione, niente.
Con i bambini
In città ci sono laboratori dove decorare una maschera di cartapesta; durante il Carnevale la indossano tutti, anche i più piccoli. Nel resto dell'anno il gioco è alle vetrine: trovare la maschera con il becco. E le frittelle si contano come nel libro, prima di mangiarle.
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